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San Valentino meno uno

Conosco il cameriere, così ci diamo del tu, lui col dovuto distacco di quell'abbottonatura un po' impalata. - 'Siete pronti?' - 'Sì.'- 'Dimmi...'- 'Un fagottino di verdure, una minestra pîna, un galletto al forno con patate profumate e una dadolata di zucca con aceto balsamico. Al dolce penso alla fine.'La mia ordinazione. Il pinguino -'..hai fame?...'La vacca - '?..perché...dici che è troppo?'Ale rimane zitto, abituato a mangiare la metà di me pur riempendosi il doppio. Io l'alibi del 'fa molto movimento', anche se ho sempre mangiato così, dai tempi del ballo del qua qua. Chissà se Ale teme di vedermi lievitare quando smetterò di saltare e correre sù e giù, chissà cosa prova un uomo a vedere un delfino trasformarsi in balena. Chissà se domattina penserò 'che merda il lunedì', come faccio tutti i lunedì. Alla fine ho fatto togliere il galletto. Ma lo so già, che per giorni, nei momenti di fame buia, penserò al povero galletto che ho lasciato e che, seppur da morto, avrei glorificato come mai nessuno aveva fatto.Alle feste di compleanno dei miei amichetti mi rimpinzavo di panini dolci al prosciutto cotto fino a scoppiare, finché non me li sentivo uscire dalle orecchie. A un certo punto dovevo smettere. Ma il giorno dopo, al primo segnale di fame, pensavo ai panini dolci al prosciutto cotto che avevo lasciato su quel tavolo, infilzati dalla bandierina dell'Ungheria o della Bulgaria. Quei panini, che buoni.'Hai fame.' Certo che ho fame. Tant'è che alla fine ho preso la torta al cioccolato. Con la salsa al caffè.

Pubblicato il 13/2/2011 alle 21.54 nella rubrica PENSIERI SPETTINATI.

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